Cosa sono e quali sono le droghe

La droga in sostanza è un veleno. L'effetto che produce dipende dalla quantità assunta. Infatti, mentre una piccola quantità funziona come stimolante, una quantità maggiore agisce come sedativo e una quantità ancora più grande agisce esattamente come un veleno e può causare la morte della persona. Qualsiasi droga si comporta in questo modo; ognuna a un differente dosaggio. Ad esempio prendiamo il caffè, nel quale è contenuta la caffeina che è una droga. Cento tazzine di caffè, probabilmente ucciderebbero una persona. Dieci tazzine, quasi certamente la farebbero addormentare. Due o tre tazzine, agirebbero da stimolante. Il caffè è una droga molto comune e non molto dannosa in quanto, per esserlo, se ne dovrebbe assumere una grande quantità. Per questo è nota soprattutto come stimolante. L'arsenico conosciuto come un veleno. Tuttavia, in piccolissime quantità, agisce da stimolante e, in dose ben calibrate, da sonnifero. Diversamente, alcuni decigrammi causano la morte. Tra tutte le droghe alcune hanno un altro effetto: intaccano direttamente la mente. In questa categoria si trovano la Marijuana (detta comunemente erba), l'eroina,l'amfetamina, la cocaina, il metadone, l'ecstasy ed altre ancora. Se una persona sia predisposta geneticamente, biochimicamente o in altri modi alla dipendenza da alcol o droghe, è una controversia dibattuta da anni nelle comunità mediche e scientifiche.

Una scuola di pensiero sostiene il concetto di malattia, abbracciando l'idea che la dipendenza sia una malattia ereditaria e che l'individuo sia quindi malato permanentemente, a livello genetico, pur avendo periodi più o meno lunghi di sobrietà.

Un¹altra filosofia spiega la dipendenza come un doppio problema che consisterebbe in una dipendenza fisica e mentale da sostanze chimiche, unita ad un disordine mentale pre esistente (es. depressione, disturbo bipolare o altro). Questo punto di vista sostiene che la cura del disordine mentale abbia la precedenza, in quanto causa primaria della dipendenza.

Una terza filosofia sottoscrive l'idea che la dipendenza da sostanze chimiche sia prodotta da uno squilibrio chimico del sistema neurovegetativo.

Resta il fatto che, sebbene i risultati di ricerche diverse sostengano tutti quanti i concetti elencati qui sopra, nessuna di queste teorie è assoluta.

Oltre ai tre punti di vista già descritti, esiste una quarta scuola di pensiero che si è dimostrata maggiormente accurata. Tratta di come la vita sia influenzata dai meccanismi della dipendenza ed è universalmente applicabile, non importa quale ipotesi sia usata per spiegare il fenomeno della dipendenza da sostanze chimiche. È tratta dalla ricerche dell¹educatore statunitense L. Ron Hubbard, utilizzate da oltre un quarto di secolo dal programma Narconon per la riabilitazione e la prevenzione delle tossico dipendenze.

Il ciclo della dipendenza inizia con un problema, un disagio o qualche forma di dolore fisico o emotivo che una persona prova e vive con molta difficoltà. Qui abbiamo una persona sostanzialmente buona, come è la maggior parte della gente, che ha incontrato un problema o un disagio e non è in grado di risolverlo.

Potrebbe anche trattarsi della difficoltà di inserirsi in un contesto scolastico, per un adolescente o, per un adulto, di una separazione o un divorzio. Potrebbe trattarsi di un disagio fisico come una gamba rotta, un mal di schiena o insonnia. La persona che sta vivendo un tale disagio, ha un problema. Sente questo problema come una situazione preoccupante e persistente, non riuscendo a trovare una soluzione o un sollievo immediato.

Noi tutti abbiamo vissuto situazioni del genere, in maggiore o minor misura. La differenza tra chi di noi diventa dipendente e chi no, in una situazione traumatica del genere, è dovuta alla presenza (o meno) di una significativa pressione a favore dell'uso di sostanze tossiche (farmaci, droga o alcol) esercitata da chi ha influenza su di noi.

L'effetto anestetico contro il dolore o l'intorpidimento emotivo generato da farmaci, droghe o alcol diventa una soluzione accettabile contro il disagio poiché, facendone uso, una persona si sente sollevata dalle sensazioni negative connesse al suo problema. Non appena questo sollievo si manifesta, la persona inizia inavvertitamente ad assegnare un valore a quella sostanza o a quella bevanda alcolica che l'ha aiutata a stare meglio. Anche se il sollievo è solo temporaneo, la sostanza tossica è adottata come soluzione al problema.

Il valore assegnato alla sostanza è l'unica ragione per cui la persona ne farà uso per una seconda, una terza volta, ecc. Oltre questo punto, è solo questione di tempo prima che chi beve alcolici o usa sostanze tossiche perda la capacità di controllarne l'uso.

Non importa quanto auto controllo una persona creda di avere, una volta iniziato l¹uso abituale di droga alcol o altre sostanze tossiche per il loro effetto sollievo, si trova da qualche parte sulla strada chiamata dipendenza.

La dipendenza non è il punto d'arrivo. È la strada, tutta intera.

Per maggiori informazioni sul programma Narconon: http://www.comunita-droga.org


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"Il Programma NARCONON" (PDF 135 Kb)

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"Il Primo Passo sulla Strada della Dipendenza" (PDF 14,9 Kb)